multa morale…agli automobilisti indisciplinati!

Molti, troppi sono gli automobilisti che non si accorgono, o fanno finta di non accorgersi, che il loro modo di posteggiare l’automobile reca un problema importante alle persone disabili.

Quando posteggiano sugli scivoli, tra un marciapiedi e l’altro, non consentono ad un disabile in carrozzina di proseguire la sua passeggiata.

D’altra parte coloro che si dovrebbero occupare del rispetto del codice stradale nella nostra città (i vigili urbani) non controllano a dovere perchè hanno altro da fare, molto più importante che mettersi a lavorare per il rispetto di noi disabili!

L’anarchia regna incontrastata e a questa si aggiunge l’arroganza nonchè la prepotenza di alcuni che, non solo posteggiano sui passaggi per disabili, ma vogliono pure ragione perchè… li abbiamo disturbati mentre erano al bar!

Per tali motivi abbiamo pensato di stampare dei volantini da attaccare sui parabrezza di quelle macchine che impediscono il passaggio.

Il volantino lo abbiamo chiamato “multa morale“, sperando che almeno si possa svegliare la coscienza morale di coloro che hanno posteggiato malamente e il rimorso di aver causato un danno ad una persona disabile possa spingerli a non farlo più.

Se volete scaricate la multa morale cliccate sul link quì sotto, fate delle fotocopie e… aiutateci in questa battaglia di civiltà!

multa morale

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Ecco come si è svolta la giornata del 3 dicembre

Ieri pomeriggio a piazza Cairoli, gazebi e palco, tende e striscioni, musiche e luci per la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità.
L’evento è stato patrocinato e promosso dalla Caritas Diocesana di Messina, diretta da Don Tanino Tripodo, ed ha fatto convergere nella bella piazza cittadina il mondo dell’associazionismo e del volontariato in favore dei disabili.

Gli stand, predisposti dalla Nucleo di Protezione Civile della Caritas, sono stati occupati dalle Associazioni “Senza Barriere”, “Club Arietta”, “Croce Rossa Italiana”, “Cooperativa Don Orione Faro 85”, “Associazione Mirko Piskeo”, “Movimento Apostolico Ciechi” ed “A.N.F.A.S.S.”. Una folla di disabili, assistita dai volontari del “Ce.S.V. – Centro Servizi Volontariato”, si è impossessata di un pezzo di Piazza Cairoli, ha fatto festa ed ha richiamato a se tanti cittadini incuriositi, a passeggio per negozi nel centro cittadino.

La “scaletta” predisposta dagli organizzatori (si vorrebbe citare fra di loro Nino Morabito di “Senza Barriere”, Francesca e Nino del club Arietta) ha alternato momenti di svago a momenti di testimonianza civile. Fra i primi la musica di Simone, alle tastiere, e la voce di Gianna ; i clown dell’Associazione VIP – Vivere In Positivo ; i comici del gruppo Diversamente Giovani ; due asinelli messi a disposizione per la gioia dei più piccini dal sig. Molonia. Si è sentita musica e cabaret, si è fatto il karaoke, si è danzato, si è fatto il rituale “trenino” di ballerini. Ed i protagonisti principali sono stati loro, i disabili, come era giusto che fosse nell’occasione della giornata a loro dedicata dall’O.N.U. éer le signore, invece, gara di torte e di frittelle dolci, senza vincitore alcuno se non la gioia di divorarle tutti insieme.

Ogni tanto un momento più difficile, quello della testimonianza di chi è costretto ad una quotidiana lotta per ricercare il rispetto della propria persona e l’integrazione nella società. Si sono alternati al microfono Nino Fiannacca, Lucia Cardillo e Tiziana De Maria, che, anche con proiezione di diapositive, hanno rappresentato le infinite barriere, architettoniche e culturali, contro le quali i disabili si scontrano sistematicamente. Barriere che, invece di diminuire, si vedono aumentare di numero sempre di più. Si vedono realizzare marciapiedi dove non passerà mai alcun disabile su ruote (provate a passare dal porto in costruzione) ; si vedono aprire uffici postali accessibili solamente ad una utenza di atleti e di equilibristi (provate a ritirare una raccomandata ai nuovi uffici di via Olimpia) ; si vedono costruire linee tranviarie che isolano intere porzioni di territorio (provate a raggiungere su una sedia a rotelle la passeggiata a mare) ; sorgono come funghi palazzi in zone dove il rispetto dello standard per i parcheggi pubblici di 2,5 mq per abitante è solamente un pio desiderio, con il risultato di assoluta inaccessibilità agli spazi pubblici esterni per i disabili su ruote a causa di automobili malamente parcheggiate (questa larga possibilità edificatoria, non dobbiamo tacerlo, trova linfa nell’operato della lobby degli operatori economici delle costruzioni, la quale sa come esercitare la sua influenza e non è usa ringraziare con un fiore quanti la favoriscono).

Nel corso della serata le Istituzioni, invece, era assenti e non invitate. D’altra parte, in occasione del recente seminario sull’abbattimento delle barriere architettoniche presso l’Auditorium Mons. Fasola esse si sono equamente divise in due categorie : quelle che non hanno accettato l’invito a partecipare e quelle che, pur avendo partecipato all’incontro, non vi hanno dato poi alcun seguito. Alle Istituzioni, nella nostra comunità, purtroppo, sovente accade di essere “in tutt’altre faccende affaccendate” ed evitano accuratamente di porre al centro della loro attenzione e dei loro pensieri il cittadino/persona. Ed allora, in queste epoche buie pienamente assimilabili a quelle dell’Alto Medio Evo e delle invasioni barbariche, resta un unico solo “faro”, un’unica sola Istituzione su cui fare affidamento : la Chiesa di Roma. I cittadini si rasserenano a vedere girare in mezzo a loro Don Tanino Tripodo.

A fine serata Don Tanino ha dato appuntamento al prossimo anno per un festeggiamento ancor più allegro ed importante. Sarà interessante vedere se, nel corso di un anno, la situazione di emarginazione e di discriminazione dei disabili nella nostra comunità si sarà in qualche modo attenuata.

Articolo redatto da Bernardo Aiello, tratto da tempostretto.it
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3 dicembre – giornata ONU disabili

Giornata internazionale delle persone con disabilità

Messina, Giovedì 3 Dicembre 2009 ore 16,00-19,00

Giovedì 3 Dicembre 2009  a partire dalle ore 16,00 a  Piazza Cairoli (lato Oviesse) si terrà una manifestazione in occasione della giornata delle persone con disabilità, sancita dall’O.N.U. nel luglio del 1993.

Tale evento rappresenta un’occasione di riflessione e di sensibilizzazione etica, che dovrebbe indirizzare e presiedere ogni azione politica e sociale.

L’iniziativa, patrocinata dalla Caritas Diocesana, vedrà la partecipazione di varie associazioni di volontariato:

  • Associazione Senza Barriere
  • Club Arietta
  • Associazione Mirko Piskeo
  • Don Orione Coop. Faro85
  • Movimento Apostolico Ciechi
  • A.N.F.F.A.S.
  • Croce Rossa Italiana
  • Cesv Messina
  • Nucleo Protezione Civile Caritas
  • Clown-VIP

Al centro della manifestazione le istanze di integrazione sociale e il superamento di ogni forma di esclusione e di ghettizzazione delle persone disabili.

Durante la manifestazione verranno proiettate delle immagini sull’attuale persistere di barriere architettoniche e culturali nel territorio della nostra comunità nonchè sulla presenza attiva e positiva  dell’associazionismo e del volontariato. Saranno anche rese disponibili informazioni sulla normativa vigente in materia.

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…e questa è una città del “civile” Nord!!!

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L’inciviltà della gente non conosce provenienza geografica, quì siamo a Vercelli (La foto-denuncia è stata scattata proprio da un abitante di questa città!) ma a Messina e in molte altre città della nostra bell’Italia la situazione non è diversa.

La foto è stata tratta dal sito  http://blog.schole.it/

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Quando le barriere architettoniche si scontrano con le barriere burocratiche.

La miopia dei burocrati del comune di Venetico è l’esempio dell’attenzione rivolta verso i problemi di una persona disabile a cui, per una domanda non fatta, viene posto sotto sequestro il servoscala che gli consente di salire e scendere le scale di casa sua.

Riporto la crono-storia di questa vicenda paradossale e assurda prendendola da tempostretto.it:

Una vicenda triste, che vede come protagonista Adele, una ragazzina di 13 anni e cerebrolesa a livello motorio fin dalla nascita.

  • Il 14 Febbraio del 2008, Maria Pollicino, madre della ragazza presenta una domanda al Comune di Venetico per informarlo dell’intenzione di voler acquistare e montare un servoscala fondamentale per far accedere Adele al primo piano di un edificio di proprietà della suocera.

Un problema presentatosi di recente dato che la ragazzina è cresciuta: “Quando mia figlia era più piccola non avevo grossi problemi a prenderla in braccio, ma adesso per me è diventato un problema, considerando che anch’io sono invalida. Inoltre, essendo che mio marito lavora fuori sede, avevamo pensato di installare questo apparecchio per risolvere il problema.” Una domanda semplicemente finalizzata ad ottenere un contributo dalla regione.
La signora invia la richiesta con la speranza di avere dal Comune le dovute autorizzazioni.

  • L’ufficio tecnico respinge una prima volta la domanda poiché mancante della data di inizio dei lavori.
  • Una volta ripresentata, le viene nuovamente respinta perché per istallare il servoscala occorre una concessione edilizia secondo quanto riportato dall’architetto del Comune di Venetico in considerazione dell’art. 5 della legge regionale 35/87.
  • La madre si oppone alla necessità di tale concessione stavolta con l’aiuto dell’avvocato, Antonino Schepis, il quale in una lettera specifica che in conformità alla legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche del 9 gennaio 1989, n13, “per l’opera che si intende realizzare non è necessaria alcuna concessione edilizia“. Decide così di cominciare i lavori di installazione.
  • Il Comune ribadisce che non può farlo senza la sua l’approvazione e che adesso è necessaria non più una concessione, ma un’autorizzazione edilizia in edificio già dichiaratamente esistente.
  • L’avvocato scrive così un’ulteriore lettera dichiarando che l’intero corpo edilizio è già in possesso di regolari concessioni edilizie rilasciate dal Comune di Venetico nel 1973 e nel 1997 precisando che l’intervento da effettuare non riguarda una piattaforma elevatrice, ma un servoscala il cui lavoro è assimilabile ad un impiantista da arredo, non costituente elemento edilizio.
  • Il 5 Agosto giunge l’ordinanza di sospensione dei lavori, mandata dal tecnico alla suocera, proprietaria dell’immobile ed alla ditta esecutrice dei lavori , la “Leto ascensori”.
  • Il 4 Settembre scorso il comando della Polizia municipale effettua il sequestro giudiziario del servoscala.

Il responsabile dell’ufficio tecnico, Dario Emmi, ribadisce:” Noi richiediamo solo che la signora si metta a norma e faccia una domanda riportando tutti i dati occorrenti per l’esecuzione dei lavori. Solo allora rilasceremo l’autorizzazione.”

Una vicenda paradossale, rivestita di pratiche burocratiche che hanno reso la situazione di una ragazzina disabile quasi alla portata di una grande speculazione edilizia.

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Tutto ha avuto inizio qualche mese fa con l’avvio di una petizione sostenuta anche sulle pagine di Tempostretto.it , per dire no ad una delle tante forme di inciviltà che quotidianamente si manifestano ad ogni angolo della città, per dire basta allle barriere architettoniche; una città “Senza barriere”. Quella che un giorno l’omonima associazione di volontariato presieduta da Nino Morabito, con la collaborazione della Caritas Diocesana, diretta da Gaetano Tripodo, sogna di poter offrire a tutte quelle persone costrette a vivere la vita da un’altra prospettiva, quella della sedia a rotelle. A portare la propria testimonianza diretta anche Lucia Cardillo, affetta da disabilità motoria e componete della stessa associazione.

Questa mattina, dunque, all’audiotrium Monisngor Fasola di via San Filippo Bianchi, si è cercato di fare il punto della situazione attraverso le tante domande rivolte all’amministrazione cittadina, rappresentata dall’assessore alle politiche sociali Pinella Alberti e dal presidente del consiglio comunale Giuseppe Previti. Domande forse “scontate”, come ha sottolineato Nino Arena direttore di Tempostretto.it e moderatore dell’incontro, perchè troppo spesso sottovalutate; perchè spesso scendere da un marcipiedi un po’ più alto del solito, o lasciare la macchina in corrispondenza delle discesa destinata alle carrozzine, è la “normalità”, ed una cosa normale non ha bisogno di spiegazioni o chiarimenti.

L’obiettivo che l’associazione Senza Barriere si propone di raggiungere, essendo ormai da anni impegnata nei temi della disabilità ma solo da qualche mese attivamente presente sul territorio, è proprio quello di ottenere dei risultati concreti. Protagonisti dell’incontro di questa mattina, i cittadini che vivono in prima persona le conseguenze della disattenzione e delle incompetenze altrui. Una realtà, la loro, che il vice-presidente dell’associazione Nino Fiannacca ha mostrato attraverso un imbarazzante excursus normativo e fotografico, imbarazzante per chi ovviamente dovrebbe tutelare gli intressi dei disabili, che ha sintetizzato alla perfezione il senso di inciviltà morale della comunità.

Partiamo dall’iter legislativo, iniziato nel lontano 1967, con il primo testo normativo, n°425, fino ad arrivare al 24/02/09 data in cui l’Italia ha ratificato la convenzione Onu del 30/03/07 sui diritti dei disabili «e anzi dobbiamo ritenirci fortunati che siano passati solo due anni» commenta sarcasticamente Fiannacca. E dopo tutto come dargli torto se si considera che ad essere rimaste quasi del tutto inattuate sono state anche le successive normative, che riportiamo di seguito solo per fornire un’idea dell’immobilsimo politco-burocratico della macchina amministrativa italiana: una nuova legge nel 1968, po nel ‘71 la n°118, nel 1989 la n°13, nel 1994 la n°104 e nel 1996 la n°503.

La vergogna però aumenta nell’osservare le conseguenze che tali inadempimenti legislativi hanno determinato a danno dei disabili. Sempre Fiannacca, infatti, mostra ai presenti un’ampia galleria fotografica che suddivide la città in zone centro, nord e sud, e dove appaiono più che mai eviedenti gli ostacoli, spesso insormontabili, che un cittadino costretto sulla carrozzina si trova davanti non appena varca il portone di casa. Macchine posteggiate dovunque, marciapiedi privi dell’apposita discesa o con una discesa mal realizzata perchè troppo pendente, gradini che ostruiscono l’accesso ai pubblici uffici, persino di fronte la sede dell’istituzione dei servizi sociali, in via Felice Bisazza, o all’entrata del Centro provinciale dell’impiego. E poi ancora di fronte le chiese, a piazza Cairoli, sul viale San Martino, lungo via Garibaldi e persino in corrispondenza degli attraversamenti pedonali. «Alla luce di quanto appena visto, ciò che mi prime sottolineare – afferma Fiannacca – è “niente su di noi senza di noi”: per evitare che le cose vengano fatte nel modo sbagliato e dunque in modo poco funzionale alle esigenze del diversamente abile è necessario che veniamo coinvolti nelle scelte che l’amministrazione intende prendere».

Una città costruita a misura d’uomo ma non certo di disabile, un’organizzazione urbanistica e viaria che altro non fa se non accentuare il livello di emarginazione sociale di determinate fasce della popolazione. Un problema che l’assessore Aliberti afferma di conoscere bene ma che tuttavia per essere affrontato nel migliore dei modi necessita di risorse economiche spesso difficili da reperire e sopratutto insufficienti per tutti: «Sebbene in tanti siano pronti a far polemica sul ruolo dei servizi sociali e sopratutto su quello che è stato fatto o che si sta cercando di fare per venire incontro alle esgienze di chi ha bisogno, sono traqnuilla nell’affermare che in una città come Messina, dove i problemi sono di goni tipo, il mio assessorato sta lavorando nel miglior modo possibile» afferma la Aliberti. Ciò anche a seguito dell’ultimo “caso” sollevato dalla Cisl in merito al “Piano di Zona”. Anzi, proprio rispetto a tale progetto, l’assessore fa alcune anticipazioni: «Martedì terremo una conferenza in cui illustreremo nuove e importanti inziative in tema di disabilità, di programmi di sostegno al reddito, per chi ha perso il lavoro. Sul fronte del distretto socio-sanitario, invece – continua – dalla regione è arrivata la conferma del finanziamento di oltre 7 milioni di euro da impiegare dopo aver stabilito come utilizzare i fondi del 2002/03». Ancora un’iniziativa è quella di cui si fa portavoce il presidente Previti anche in qualità di rappresentante della Caritas: «Nei prossimi mesi presenteremo una guida su Palazzo Zanca. Questo stesso opsucolo verrà realizzato anche nel linguaggio Braille».

Un percorso lungo e faticoso sia sul versante politico che su quello civivo, un percorso ricco di ostacoli, anzi di barriere che, pur essendo “inanimate”, costiuite cioè da porzioni di cemento mal disposte o da vetture parcheggiate in modo sbagliato, sono il risultato di un insieme di errori e mancate responsabilità che continuano a ricadere sulla spalle di chi, sulle proprie spalle, deve già sopportare un peso fin troppo grande.

articolo tratto da: www.tempostretto.it

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Siete tutti invitati

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a mali estremi…estremi rimedi!

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Dopo aver aspettato 3 autobus, ma non per l’orario ridotto, bensì perchè sempre senza pedana, non ci ha più visto e ha deciso di far valere i propri diritti: così Giuliano Fradale, 36enne milanese su sedia a rotelle, ha bloccato l’autobus, il numero 86.

Per 45 minuti si è fermato davanti all’autobus e non l’ha fatto partire.  Alla fine è arrivato un autobus «dedicato». L’azienda spiega che «il signor Fradale ha sicuramente ragione» e che è già partito un programma di controllo e manutenzione per evitare altri intoppi.

notizia tratta da: www.disabiliforum.com

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Lido La Playa del Sol senza barriere

Finalmente anche a Messina le persone con disabilità possono accedere al mare senza nessuna difficoltà causata dalla presenza di barriere architettoniche.
Nella nostra città è stato realizzato un lido La Playa del Sol completamente accessibile e attrezzato di tutti i servizi necessari sia ai disabili che ai normodotati,. In realtà questo lido c’era già da qualche anno, ma l’abbiamo scoperto solo da poche settimane.
Vi è un piccolo bar e una tavola calda dove ci si può organizzare per restare a mangiare nei tavoli riparati dal forte sole.
Vi è anche una piscina, non è olimpionica, ma è sufficente per far trascorrere in tutta tranquillità un giorno a mare anche a chi non sa nuotare.
E poi, bisogna elogiare l’accoglienza di Patrizia Vento, che gestisce il lido, e la disponibilità e la premura dei ragazzi che si occupano dell’assistenza in spiaggia.
La Playa del Sol si trova a in via Consolare Pompea a Fiumara Guardia – Sant’Agata sotto il rifornimento di benzina AGIP.
Nella sezione Foto potete vedere le foto che abbiamo scattato al lido.
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Ecco l’articolo pubblicato nella Gazzetta del Sud il 29 Luglio 2009 a     pag. 36.

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